estratto... estorsione - marcellolarosa

Vai ai contenuti

Menu principale:

estratto... estorsione

 
 
 

ESTORSIONE STADIO S. FILIPPO per £ 1.500.000.000

Le estorsioni considerevoli dal punto di vista economico venivano
divise fra le varie consorterie criminali, derogando dai rigidi criteri della territorialità, quando gli interessi erano ingenti tutti dovevano attingere.
Dimostrazione dell’immenso giro di denaro viene fornita da quanto affermato dal boss Marchese nel processo denominato Peloritana III, in cui valutando la posizione di Di Dio, che era il cassiere e il reggente nei periodi di latitanza del clan Ferrara, si arguisce che proprio a quest’ultimo le consorterie messinesi avevano dato incarico di mantenere i contatti con gli imprenditori edili che gestivano grossi appalti.
Tra i cantieri interessati dall’attività delittuosa, viene evidenziato
quello operativo nel quartiere di San Filippo per la costruzione del nuovo campo sportivo comunale.
Dalle dichiarazioni si evince che la condotta estorsiva iniziata intorno
al 1990 e perpetuata per diversi anni veniva gestita proprio dal Di Dio, il quale ricevette direttamente o tramite terze persone un versamento pari a complessivi un miliardo e mezzo di lire, ripartito tra le tre diverse ditte appaltatrici. Oltre gli esosi incassi, lo stesso Di Dio aveva un ruolo attivo all’interno del cantiere edile dello stadio, ruolo che gli permetteva di controllare e supervisionare direttamente, in quanto era stato assunto “fittiziamente” con la qualifi ca di capo cantiere presso la ditta Edilfer.
L’assunzione fittizia, usata spesso dai clan come attività estorsiva,
comportava che pur ricevendo contributi e stipendio mensili, Di Dio non svolgeva effettivamente l’attività lavorativa dovuta, controllando dall’interno e riscuotendo proprie mani dai dirigenti edili.
Il “pizzo” negli anni ’90 era diventato un’ossessione per le famiglie
mafiose, tanto che tutti i clan erano concordi che la pressione sulle attività economiche doveva aumentare e dovevano pagare tutti, anche gli amici e i conoscenti. “Tutti hannu pagari” era una costante esclamazione dei boss.

 
Torna ai contenuti | Torna al menu