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Tutti pentiti, nessun pentito Marcello La Rosa presenta
il suo libro "Il fenomeno mafioso - Il caso Messina":
un excursus nel mondo criminale dal 1982 a l 1994

di Maria Cristina Rocchetti - La mafia a Messina tra il 1982 (anno in cui è stato introdotto nell'ordinamento italiano il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso) ed il 1994.
Un pezzo di storia criminale che Marcello La Rosa ha voluto raccontarci attraverso le pagine di un libro, "Il fenomeno mafioso - Il caso Messina" (edito da Armando Editore).
Una ricerca meticolosa degli avvenimenti che hanno dato alla "città babba" un particolare imprinting, sino a farla divenire, appunto un caso da studiare.
Un testo, quello di La Rosa, suddiviso in due parti: nella prima viene sviluppata la storia degli atti poste in essere da un'associazione criminale che "deve riuscire ad incutere timore in quanto tale, in forza di una fama di efficienza criminale acquisita nel corso del tempo per effetto del pregresso esercizio della violenza, senza aver bisogno di manifestarsi tangibilmente ogni volta".
Due le peculiarità che contraddistinguono il crimine a Messina, a partire dalla composizione stessa della mafia.
In Sicilia, alla base del fenomeno mafioso, troviamo le famiglie, non necessariamente intese come gruppi costituiti da parenti, ma da persone che, attraverso il rito dell'affiliazione, entrano in un'organizzazione in cui il comando non è ereditario.
La mafia nel centro peloritano, invece, prende più a modello lo stile della 'ndrangheta calabrese, in cui la struttura familiare rappresenta il punto di forza dell'alleanza.
E da qui nasce il "paradosso" del caso Messina, che l'autore ben spiega nell'ultima parte del suo testo, e che è legato al fenomeno del pentimento.
Infatti, se in altre realtà locali le agevolazioni riservate ai collaboratori di giustizia hanno fatto sì che si aprissero delle crepe in seno all'organizzazione, a Messina non si è avuta la certezza della veridicità di quanto riportato dai pentiti, i quali hanno certamente contribuito a fare luce su alcuni degli avvenimenti più bui di quegli anni, ma hanno anche dato luogo ad uno stratagemma che ha fatto sì che ci siano ex mafiosi che non hanno mai pagato per i crimini commessi.
Ammaliati dalla possibilità di evitare il carcere duro, un gran numero di mafiosi messinesi ha deciso di collaborare con le istituzioni, con il risultato (amaro) che tutti i protagonisti di quel periodo criminale sono tornati in libertà, hanno visto il dissequestro dei propri beni, ed hanno oggi una nuova vita che nessuna traccia porta di quella passata.
"A cosa serve - conclude La Rosa - aver fatto luce su episodi criminali quando tutti gli attori beneficiano della legislazione speciale? Tutti pentiti equivale a nessun pentito?"

 
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